ottobre

Calende Malatestiane VIII edizione

1 ottobre

Cesena (FC)

IL DUCATO DEL VALENTINO (1500-04)

Il 2 agosto dell'anno del Signore 1500 Cesena si arrende, vittima volontaria di Cesare Borgia, detto il Valentino (perché Duca di Valentinois) diventando capitale di un Ducato.
In Romagna e Marche le Signorie dei Malatesta a Rimini, dei Riario a Forlì, dei Manfredi a Faenza, dei Montefeltro ad Urbino e dei Varano a Camerino sono fonte di instabilità, minate da disordini interni e usurate dai tempi. Obiettivo dell'ambizioso figlio del pontefice Alessandro VI è, perciò, quello di costituire un solido ducato che incorpori questi territori. Il Borgia attacca perciò Faenza e Forlì: in entrambe le città sono le donne a opporsi strenuamente alla conquista, ma senza successo, nella prima le donne tirano dall’alto della Torre cittadina grosse pietre sulle truppe del Valentino, mentre a Forlì Caterina Sforza (cui il Valentino stesso conferisce l'appellativo di "Donna d'Italia") risponde ai ribelli forlivesi, che minacciano di ucciderle il figlio, mostrando oltraggiosamente l'organo sessuale femminile con queste parole: "Fate pure tanto con questa ne faccio quanti ne voglio!" Giunte le truppe del nemico, Caterina Sforza resiste impeccabilmente all'assedio e solo grazie alla consulenza dell'ingegno di un certo Leonardo Da Vinci è costretta alla resa.
A Cesena invece non viene sparso sangue: Polidoro Tiberti, infatti, istruito a regola da Alessandro VI, ha già provveduto ad aprire al nuovo Signore le porte della città.
Nominata capitale del costituito Ducato di Romagna (Ducatus Romandiolae), vista la sua posizione geografica favorevole, Cesena si appresta a vivere 4 anni importanti della sua storia sotto la ferrea e cinica pragmaticità del domino del Valentino. Cesena ama il suo Duca, che trascorre volentieri e i rari momenti di sosta dalle guerre nella nostra città, pur dovendola affidare alla figura di Ramiro De Lorqua insediatosi nella carica di governatore il 30 dicembre 1500. Accortosi però della politica fiscale vessatoria intrapresa dal governatore che abusa del proprio potere il Valentino rientra a Cesena, dove fa giustiziare De Lorqua, un gesto da difensore dei diritti del popolo, ma che ribadisce allo stesso tempo i diritti del più forte, lasciando un segno indelebile negli occhi di quanti (tutti i cittadini) hanno modo di assistere all'orrendo spettacolo del corpo di Ramiro squartato nella Piazza.
Il 18 agosto 1503 muore Alessandro VI. Il breve pontificato di Pio III Piccolomini precede l'unico grande errore strategico della vita del Valentino. Egli appoggerà, infatti, il nemico Giuliano Della Rovere nell'elezione a Papa, in cambio di rassicurazioni sul futuro del suo Ducato. Ma Giulio II prende subito a fomentare ribellioni, muove contro il Borgia: solo Cesena e poche città della Romagna gli rimangono fedeli e, nel 1504, tutto è già perduto.
A Cesena rimarrà di Cesare Borgia per anni il ricordo di un uomo giusto, illuminato anche se severo nelle sue decisioni; un mito che, reso tale dal fatto che solo poche volte fu nella nostra città e se ne poté ammirare la carismatica bellezza, rimane ben saldo ancora oggi.

PROGRAMMA

Domenica 1 ottobre 2006
Ore 15:00
rievocazione storica, combattimenti e danze, prove di scherma e tiro con l’arco aperte a tutti, mostra di arti e mestieri.
Ore 18:30 chiusura cancelli spettacolo

INGRESSO LIBERO

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